… IMPARARE LA VITA GIOCANDO
E’ il titolo del libro scritto dal collega Carlo Devoti, che pubblichiamo integralmente nella sezione LIBRI di questo sito.
Dalla premessa:
Cosa sta accadendo e cosa accadrà alle future generazioni a cui è sempre più negata l’opportunità di gioco e di vita all’aria aperta, opportunità che hanno arricchito la nostra infanzia offrendoci momenti di vero divertimento, di amicizia, di autonomia, di creatività ecc...?
Cosa sta accadendo allo Sport, al suo compito sociale ed educativo, a quello Spirito Olimpico che ci è stato tramandato sin dall’Antica Grecia, a quel “Citius, Altius, Fortius” che timidamente fa capolino ogni 4 anni in occasione dei Giochi Olimpici?
Ho deciso di portare, come contributo, la mia testimonianza raccontando quelle esperienze che mi hanno legato allo sport per tutta la vita, di raccontare ciò che hanno rappresentato per me, e penso, per la mia generazione, il gioco e lo sport…
Da più parti, da ogni parte del mondo, sono sempre più frequenti i segnali che il pianeta e i suoi abitanti inviano, segnali che si riferiscono ai fenomeni dell’impoverimento, dell’inquinamento, dell’esaurimento delle fonti energetiche, del divario fra ricchi e poveri, del fanatismo, dello scontro fra civiltà, delle guerre, segnali che dovrebbero stimolarci e riflettere sul da farsi prima che sia troppo tardi.
Ognuno di noi, in quanto abitante del pianeta Terra, ha il dovere di fare la propria parte affinché alle generazioni future, ai nostri figli, sia concesso di poter vivere in condizioni almeno simili alle nostre.
Se si andrà avanti così, e se molte delle previsioni si avvereranno, noi lasceremo ai nostri figli un’eredità nefasta.
Affinché ciò non avvenga anch’io intendo fare la mia parte convinto come sono sempre stato che ognuno di noi possa e debba, in base alle proprie esperienze, contribuire ad invertire questa negativa tendenza.
Scorrendo la mia vita, la mia lente d’ingrandimento lascia filtrare prevalentemente quei momenti a me più cari, quelli che sono stati basilari per portarmi a quella professione-vocazione di Maestro di Sport che è stato il naturale prosieguo di quelle attenzioni che da sempre ho avuto verso il gioco, verso lo sport, verso lo sforzo, verso la prestazione, verso il talento, verso i migliori che ho sempre visto come esempi da imitare e mai come avversari da abbattere.
Ho sempre subito il fascino di quelli che sapevano fare meglio di me o di quelli che eccellevano in settori in cui mi sentivo inadeguato.
A loro riconoscevo il valore e da loro mi sforzavo di trarre quegli spunti che ritenevo utili per migliorarmi.
Cercherò di raccontare le storie arricchendole con le loro riflessioni, le loro emozioni, al fine di poter presentare i diversi approcci allo sport e le diverse motivazioni a praticarlo in cui i giovani potrebbero riconoscersi per dedicarsi con passione allo sport.
Compagni che hanno vissuto come me quei periodi e quelle situazioni: compagni di gioco e di vita, maestri, allievi del mio Paese, di Piacenza, di Roma, di Parma, del Mondo con i quali ho giocato, ho insegnato e dai quali ho tratto insegnamenti…