‍IX Concorso d’Arte dedicata allo sport.

‍“Eroi antichi, eroi moderni”

‍I valori dell’arte e della cultura nel mondo sportivo

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‍Dopo una lunga pausa imposta dalla pandemia di COVID-19, il Concorso Arte e Sport dell'Accademia Olimpica Nazionale Italiana è tornato. E lo ha fatto con una forza che è andata oltre ogni previsione.

‍All'appello dell'AONI, che ha lanciato ad ottobre 2025 il bando ed assegnato il tema del concorso “Eroi antichi, eroi moderni” hanno risposto le Accademie di Belle Arti e gli Istituti d'Arte di tutta Italia, con una partecipazione ampia e convinta che ha confermato quanto il dialogo tra creatività e sport sia vivo nelle nostre scuole. Un risultato di grande valore per l'Accademia, che vede premiato il proprio impegno nel custodire e diffondere, tra le nuove generazioni, i principi educativi e culturali dell'Olimpismo.

‍A colpire, prima ancora dei numeri, è stata la qualità delle opere. I giovani autori hanno attraversato con sorprendente maturità linguaggi e stili diversi: dal figurativo al concettuale, dall'astrazione alla scultura di impronta classica. Ogni lavoro ha raccontato lo sport a modo suo, come gesto, fatica, armonia, sfida, appartenenza. Il segno che i ragazzi, mettendo in connessione l'arte con lo sport, sanno leggere e interpretare il mondo contemporaneo con occhi lucidi e originali. Questa edizione ha segnato anche un'innovazione. Accanto a ciascuna opera esposta nello spazio espositivo del Centro di Preparazione Olimpica dell’Acqua Acetosa a Roma, il cartellino con titolo e autore riportava un QR code: bastava inquadrarlo con lo smartphone per accedere a un'audioguida in cui un testo critico accompagnava il visitatore alla scoperta del lavoro, delle sue intenzioni e dei suoi significati. Un modo per avvicinare il pubblico all'arte con uno strumento semplice, immediato, vicino al linguaggio dei più giovani.

‍Il concorso ha visto la luce grazie alla collaborazione con l’APEC e con il contributo economico di Sport e Salute e dell'Istituto per il Credito Sportivo e Culturale.  La cerimonia di premiazione si è svolta nelle Aule della Scuola dello Sport alla presenza dell’Amministratore Delegato dell’ICSC e del Presidente dell’AONI.

‍L'AONI ringrazia Sport e Salute, l'Istituto per il Credito Sportivo e Culturale e l’APEC. Ringrazia altresì tutti i collaboratori che hanno dato vita a questa edizione. Ringrazia soprattutto gli studenti e gli istituti d'arte che hanno partecipato con entusiasmo, talento e passione. In questa pagina trovate le opere premiate e i loro autori, insieme alle modalità di partecipazione al concorso. È un invito aperto a tutti gli studenti che vogliono dare forma, con il proprio talento, ai valori dello sport.

‍Arrivederci alla prossima edizione!

Il Catalogo delle Opere

La Galleria Fotografica

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‍Il Presidente della Commissione giudicatrice  il Prof. Mauro Mazzali, scultore di fama internazionale che ha partecipato con sue creazioni a importanti mostre, tra cui la Biennale di Venezia e la Quadriennale di Roma, è stato Professore ordinario in varie Accademie italiane e successivamente Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Bologna.

‍I vincitori e le opere premiate.

1° Classificato: L’istante della vittoria 

Artista: Alisa Kaiumova

Accademia belle arti di Genova
La particolarità di quest’opera è centrata sulla figura inattesa dell’ermellino.

La bestiola reca in bocca la medaglia d’oro, il premio più ambito per chi partecipa alle Olimpiadi, in questo caso le invernali di Milano Cortina. La fattura d’insieme richiama la classicità con particolare attenzione a quanto, simbolicamente, la collega alla contemporaneità.

2° Classificato: Oltre il podio

Artista: Chiara Feni

Accademia Belle arti di Firenze, Rappresentante: Federico Capitani

Il bozzetto in questione pone l’accento sulla figura umana del lavoratore per lo sport. Ne consegue che il paradigma del tutto è la figura umana, che di conseguenza diventa misura significante dell’insieme, ovvero le mani. Grandi mani sorreggono figure al vero che dialogano con i cerchi olimpici. La fattura dell’insieme è encomiabile.

3° Classificato: Reliquia

Artista: Marta Marafante

Accademia di belle arti di Frosinone, Rappresentante: Salvatore Dimasi

Solo il marmo può concettualizzare un gesto o un risultato. “Scolpito nel marmo”, si dice abitualmente per definire un atto, un gesto definitivo. Le tavole della legge portate da Mosè dal Monte Sinai sono il simbolo di tutto ciò che, dopo di loro, scritto nel marmo diventerà eterno. Una tau di ferro che sorregge le tavolette numerate dei risultati assume la ritualità e la spiritualità necessarie a definire un atto altamente significativo, il risultato positivo.

4° Classificato: Run

Artista: Giada Rosetti

Liceo Artistico Paolo Toschi di Parma, Rappresentante: NO

Opera di alta professionalità nel campo del design progettuale. Anche se l’opinione della giuria è “opinabile”, la base, sulla quale insistono le forme, siluette di atleti della corsa visti nell’atto di scattare verso la rottura del nastro -oggi fotofinish- risulta essere troppo invasiva. Si è valutato di premiare l’idea e la sua collocazione nell’ambito delle competenze che vengono formate in questo liceo artistico, nell’ambito del design, che diventa punto di forza della nuova offerta formativa delle Accademie di Belle Arti dal 2000 in poi.

5° Classificato: Agon vascolare

Artista: Giorgia Imperioli

Accademia di belle arti di Frosinone, Rappresentante: Salvatore Dimasi

Cosa raccontano i pittori greci ed etruschi sui vasi cinerari? Scene di guerra, ma soprattutto racconti mitologici. L’idea di raccontare ciò che l’agonistica rappresenta su un supporto a forma umana, significa dare la duplice interpretazione dell’agonismo. Se da un lato la competizione mette in risalto l’atto, in definitiva, l’azione, dall’altro mette in risalto l’unicità dell’atto, la sua umanità. Tutto ciò declinato al moderno, alle discipline contemporanee.

6° Classificato: Movimento che dà voce

Artista: Gemma Manfredini

Accademia di belle arti di Firenze, Rappresentante: Federico Capitani

Lo spettatore che vede questa opera si chiede, la devo toccare? È indotto all’atto dal titolo Touch it - toccalo. Toccandolo si mette in moto un suono, un’armonia, un insieme verticale di suoni. Non può uscirne una melodia che equivale alla successione significativa dei suoni. Nel suo trattato, Schoenberg poneva l’accento sulla unicità del suono e del suo insieme, non toni e semitoni, ma tutti i toni, con lo stesso valore. Le canne colorate con i 5 colori dei continenti, seppur di diverso metallo, risuonano all’unisono. Sono tutte spinte da un gesto e unitamente rispondono. Lo sport unisce.

7° Classificato: Esco, rientro diretto

Artista: Andrea Tomasoni

Accademia di belle arti “Santa Giulia” di Brescia, rappresentante: Vera Canevazzi

L’opera è caratterizzata dal dinamismo della visione. Una sorta di trasposizione plastica di un guardare davanti e dietro tipico della scultura tridimensionale. C’è un però che lascia perplessi, la scultura nel suo insieme va vista girandoci attorno. In questo caso invece è davanti e dietro, è una doppia immagine che va fruita in due momenti diversi, in due stati d’animo che hanno matrice comune, ma possono suscitare emozioni contrastanti. Comunque sia, l’opera ha portato alla nostra attenzione il Kick boxing. Disciplina che non ha ancora avuto dignità olimpica, ma che è riconosciuta dal Coni.

8° Classificato: Fine corsa

Artista: Lorenzo Baruzzi

Accademia di belle arti di Ravenna, rappresentante: Paola Babini

Una nevicata di marmo può essere fatale, severa, può suscitare emozioni contrastanti se rappresentata con le varie tecniche dell’arte. La nevicata in questione non è opera pittorica, ma musiva. Dove sta la differenza? Il mosaico storico è paradigma indiscusso della rappresentazione musiva. I prodromi di questa tecnica si perdono nella notte dei tempi, o dei templi. Pare che le pavimentazioni di questi ultimi venissero realizzate con sassolini bianchi e neri, tali da permettere figurazioni zoomorfe o botaniche. A Ravenna possiamo tuttora ammirare quanto di meglio ha potuto esprimere l’umanità per mezzo di questa tecnica. Che lo snowboard sia disciplina olimpica dai Giochi invernali di Nagano, in Giappone, la dice lunga su quanto sia importante insistere per farsi accreditare nel novero delle discipline olimpiche. Credo che quest’opera renda il giusto omaggio alla disciplina.